riforma-scuola-2022

Approvata la nuova riforma scolastica

È arrivato in Aula, al Senato, il via libera della Commissione bilancio alla nuova riforma scolastica del ministro Patrizio Bianchi.

Cambierà il modo di formare e selezionare i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Verrà istituito un percorso abilitante di 60 CFU gestito dalle Università e attivato sulla base del fabbisogno di cattedre, con prova finale comprendente una prova scritta e una lezione simulata.

A regime, si tratterà dell’unico modo consentito agli aspiranti di conseguire l’abilitazione.

I 24 CFU, già acquisiti da numerosi aspiranti inseriti nelle GPS, per fortuna non andranno perduti. E si potranno acquisire fino al 31 ottobre 2022.

L’abilitazione permetterà di accedere ai concorsi a cattedra per i quali sono state riformulate le prove selettive. Addio ai test a crocette e ritorno alle domande a risposta aperta.

Ci sarà anche una fase transitoria in cui sarà data possibilità fino al 31 dicembre 2024 ai candidati dei concorsi a cattedra di possedere 30 CFU o 24 e di conseguire i restanti dopo aver superato il concorso a cattedra. Una fase di passaggio prima dell’entrata a regime del nuovo sistema che entrerà in vigore tra il 2025 e il 2026.

I docenti con tre anni scolastici di servizio (anche non continuativi), svolti entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso, potranno partecipare al concorso. Il percorso successivo dipenderà, come per gli altri colleghi, dal possesso o meno dell’abilitazione o dei 30 CFU o dei 24 CFU.

Il PNRR istituirà, inoltre,  un sistema di formazione per i docenti in servizio, parallela a quella prevista dalla riforma Renzi, e che includerà anche la possibilità di premiare i docenti. La partecipazione sarà volontaria e quanti supereranno con successo un percorso triennale potranno ricevere un premio in denaro.

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